Mariagrazia De Luca/ Febbraio 24, 2019/ Extra/ 0 comments

Singapore è una giungla ammaestrata, addomesticata. Dappertutto questa forza mostruosa della giungla esplode, trasformata in prati, in parchi, in culture, in campi di orchidee. È il porto più salubre dell’Asia.
Jean Cocteau

 

4 MOTIVI PER ANDARE A SINGAPORE A FEBBRAIO

1. Il meteo favorevole: forse è il mese meno umido, con meno piogge, e potrete vedere il cielo (quasi) limpido. Essendo situata di poco sopra l’equatore verrebbe da pensare che sia una perfetta meta tropicale: sole e mare 365 giorni l’anno. Beh sappiate che non è così. Il caldo, a volte afoso, è assicurato, ma dimenticatevi il sole splendente. Singapore è una meta così lontana che ci immaginiamo abbia un cielo diverso dal nostro, quasi australe. In realtà l’inquinamento luminoso è altissimo, si è accerchiati da palazzi che superano tranquillamente i dieci piani e per completare il tutto il cielo è quasi sempre coperto da uno strato di nuvole. Però non vi abbattete. La piccola città-stato si differenzia molto dalle sue omologhe asiatiche: qui c’è un maggior rispetto della vita, degli spazi verdi, delle tradizioni e del privato. Singapore è ricca di bei giardini ed è circondata da isole da sogno.

2. Festeggiare il capodanno cinese: aspettare il nuovo anno cinese è il momento ideale per visitare Singapore. In questo speciale periodo dell’anno l’innovazione lascia spazio alle tradizioni e vivrete intere settimane di celebrazioni. Il capodanno cinese capita quasi sempre a inizio/metà mese e, nell’attesa dell’evento, tutta la città si anima trasformandosi in un palcoscenico a cielo aperto dove colori, musica, sapori e arte si uniscono dando vita a uno spettacolo ineguagliabile.

3. Pochi turisti internazionali ma molti locali: vi ritroverete immersi in folle di cinesi, asiatici e indiani! Un’esperienza unica!

4. Cibo: le aree gastronomiche all’aperto, dette hawker centre, servono specialità formidabili in ambienti semplicissimi, mentre le gastronomie di lusso si stanno superando, basti pensare che la Guida Michelin ha dedicato a Singapore l’edizione del 2016.

 

SINGAPORE: QUATTRO ANIME IN UNA 

La Svizzera d’Oriente, come spesso è soprannominata Singapore, non manca di stupire anche il visitatore più smaliziato. Grazie al suo ruolo di capitale finanziaria d’Asia e all’esponenziale crescita economica, la piccola città-stato è riuscita a evitare i conflitti tra le decine di etnie che ne compongono la popolazione. Quindi, senza tanti giri di parole, è il denaro che dà armonia! Ma il costo del progresso qui si manifesta in un modo ancora più vistoso che altrove, e per compensare questo sradicamento la gente ha riscoperto le tradizioni più antiche, le superstizioni, cerimoniali secolari che fanno a pugni con i ritmi frenetici della città. Visitare Singapore vuol dire partire innanzitutto alla scoperta dei quattro stili predominanti, le quattro anime che ne fanno un luogo così complesso e interessante: coloniale, musulmana, indiana cinese.

L’aspetto da Manhattan del Pacifico si scontra con la grande civiltà della vecchia città-giardino, e le contraddizioni stridono e affascinano nei diversi stili architettonici e nelle quattro lingue ufficiali che regolano i rapporti tra i 3 milioni di cittadini. La metropoli si estende su un territorio di enormi dimensioni, ma può essere idealmente suddivisa in tante piccole città che coltivano differenti tradizioni: ognuna si identifica con una certa comunità, con proprie feste popolari, cucina, maniera di vestire, ecc.
In questo meltin pot prevale nettamente il ceppo di origine cinese, seguono malesi, indiani, pakistani e occidentali.

 

LA SINGAPORE COLONIALE

L’impatto con Singapore è fatto di fasi e momenti successivi: la superstrada (East Coast Parkway) che conduce dall’aeroporto al cuore dell’isola, poi i prati con l’erba perfettamente curata e, in riva al mare, le ville superstiti della vecchia aristocrazia coloniale, infine l’orizzonte che si copre di grattacieli e si viene inghiottiti dal frenetico dinamismo della metropoli. Qui, negli uffici della Downtown, si gestiscono imponenti flussi di denaro e una ricchezza degna dei maggiori centri finanziari occidentali; giù, al porto, si intersecano senza sosta le correnti di scambio tra Oriente, Europa e America.

 

CHINATOWN
Rappresenta l’area che è stata invasa da molti immigranti cinesi, una volta arrivati nell’ex-colonia inglese. Il quartiere, dall’anima hipster, è situato vicino alle principali attrazioni turistiche. Qui troverete ottimo cibo in abbondanza a prezzi bassissimi. Nel Chinatown Food Complex, una specie di centro commerciale dedicato solo al cibo, si trova un umilissimo ristorantino, Hawker Chan. Visto da fuori vi lascia un po’ perplessi, niente di diverso dal tipico chioschetto cinese con esposto al suo esterno il solito cartellone plastificato con foto di piatti improbabili e scritte incomprensibili! Non lo direste mai che il locale nel 2016 ha ricevuto una stella Michelin. Ebbene sì, è la stella Michelin più “economica” del mondo. Niente cucina francese o sofisticata: se ordinate un pollo alla salsa di soia o un piatto di riso pagherete solo 2 SGD, poco più di un euro.

Non finirete mai di stupirvi: passeggiando tra le viuzze piene di bancarelle “kitsch”, vi capiterà di imbattervi in piccoli gioielli architettonici che appartengono alle culture e alle religioni più disparate. Un vero modello di integrazione. Un esempio è la presenza dello Sri Mariamman Temple, il più vecchio e più importante tempio Hindu di Singapore. I fedeli sono molto accoglienti nei confronti dei visitatori, è possibile entrare a patto che vi togliate le scarpe, che copriate le vostre “nudità” e non disturbiate le funzioni religiose (ad esempio non fate troppe foto o video).

 

LITTLE INDIA
Il modo migliore per girare nel quartiere più fascinoso di Singapore? Facendosi trasportare in risciò lungo Upper Weld e Versany;mischiatevi ai tanti indiani che, soprattutto nel weekend, vanno alla ricerca dei sapori di casa. Le stradine sono piene di shophouse, delle vere e proprie case-negozio, profumate di spezie e che vendono articoli coloratissimi. Se vi piace fare shopping di notte troverete nel Mustafa Center il vostro paradiso: potete acquistare di tutto, dagli incensi agli articoli HI-TECH a prezzi convenienti, a qualsiasi ora del giorno (è aperto 24/7).

 

QUARTIERE ARABO
Nell’area di Kampong Glam si raccoglie da sempre la seconda componente etnica di Singapore, i Musulmani (Malesi, Arabi, ecc.). Ecco dunque la moschea Haiiah Fatimah di Beach Road, le botteghe artigiane a Sultan Gate, le case decorate che si affacciano su Kandahar e Bussorah Street, l’atmosfera da suk mediorientale di Arab Street, le cupole dorate della grande moschea, la Sultan Mosque. Nei pressi, da non mancare una visita e un drink al leggendario Raffles, magnifico albergo coloniale immerso in un giardino tropicale.

 

A Singapore tutte le divisioni sociali e culturali sembrano annullarsi: tutti, dal più ricco al più povero, dal cinese all’indiano, condividono la passione per il cibo, per le tradizioni e per la natura.

 

ARTICOLI CORRELATI

NATURA E RELAX: LA MIA VISITA A KAI KAI, IL PANDA DI SINGAPORE

Share this Post

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*
*
You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>