Mariagrazia De Luca/ Febbraio 19, 2019/ Avventura/ 0 comments

Oh mare salato, quanto del tuo sale
sono lacrime del Portogallo.

Fernando Pessoa

 

PERCHE’ VISITARE IL PORTOGALLO A FEBBRAIO?

Approfittate degli ottimi prezzi e godetevi un tiepido anticipo di primavera: il clima è temperato, il sole picchia e i fiori iniziano a sbocciare.

Cos’altro può fare il Portogallo se non immaginare nuovi orizzonti! Prima i Fenici, poi i Romani seguiti dai Visigoti e, come se non bastasse, pure i Mori…
Insomma, mai un attimo di pace per i Portoghesi. Ma la rivincita è lì, nell’oceano!

Nascosto dietro la Spagna e incorniciato dall’Atlantico, il Portogallo offre, pur nei limiti delle sue ridotte dimensioni, una notevole varietà di ambienti e di atmosfere. Ogni regione mantiene una propria autonomia e una spiccata personalità, un folklore assai curioso da scoprire nella grande molteplicità dei costumi e dei canti, nell’artigianato ancora genuino, nella spontanea presenza di un popolo fortemente emotivo, cordiale e ospitale. Quaggiù, le differenze tra centri urbani e provincia sono ancora sensibili, e in molti luoghi la vita è ancora scandita dal lavoro nei campi o sulle barche da pesca. Il viaggiatore che esplora le coste appartate oppure l’interno verde e montagnoso del Paese avrà davanti agli occhi una realtà pittoresca, forse un po’ povera ma ricca di dignità. Solo viaggiando in auto risulta più agevole andare a scoprirne le bellezze. Io l’ho fatto, in 5 giorni!

DA NORD A SUD IN 5 GIORNI e 500 EURO
Da nord a sud, dalle montagne al mare, ho visto tutto ciò che era possibile visitare. Lo so, è da pazzi, ma ce l’ho fatta. Vi racconto la mia avventura!

 

GIORNO 1

PORTO E L’ONDA ASSASSINA

Arrivo in aereo a Porto e ritiro dell’auto a noleggio: una Panda bianca! 🙂 La sfida è ancora più intrigante!


“A nord Coimbra canta, Braga prega e Porto lavora”, recita un antico adagio portoghese. Situata lungo la Costa Verde, il capoluogo del nord è un’attiva metropoli ed è consideratala capitale economica del Portogallo, una Milano portoghese, insomma. Guardata dagli alti ponti sul fiume Duoro, la città è un grande spettacolo che si offre agli occhi del visitatore, piena di chiese barocche, con il Centro Storico della Ribeira (Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO) e la mole della preziosa Cattedrale di Sé. Per capire poi quanto c’entri la città con il celebre vino liquoroso che porta il suo nome, basta andare a visitare una delle numerose cantine, dove gli assaggi sono quasi sempre gratuiti; potete anche optare per una visita guidata, a soli 10 euro circa, con degustazione e spettacolo di musica Fado. Poi, anche se non dovete prendere il treno, non perdetevi la stazione di São Bento: un trionfo di azulejos.

Ma io la città la ricorderò per altro! Qui è accaduto qualcosa di surreale: sono stata travolta da un’onda gigantesca e sono sopravvissuta! Ho anche la prova. Scorrete giù e guardate il video e, al minuto 2, capirete la potenza dell’onda e non crederete che io e il telefono siamo rimasti intatti! Dopo aver percepito il pericolo, pensando di essermela scampata, ho messo il telefono in tasca e ho iniziato a tornare indietro, ma era troppo tardi: inaspettatamente una terza onda, ancora più forte, mi prende in pieno, trascinandomi per metri lungo il molo. Tutta inzuppata mi alzo incredula, cerco il telefono ma pensavo fosse balzato via, speravo di recuperare almeno la memory card. Vedo che galleggia non lontano da me, per fortuna le acque si stavano ritirando. Lo prendo al volo e mi metto al sicuro. Prima di pensare ad asciugarmi (sono addirittura finita in una lavanderia!) provo ad accenderlo e… funzionava perfettamente! La potenza del Sony Experia! Vacanza salvata! Inizio ottimo direi. D’altronde il mio motto è: vivi il viaggio! Beh, più di così…

Un consiglio: quando vedete i cartelli di pericolo ecco, leggeteli bene!

Non siate imprudenti, me la sono vista davvero brutta, ma la botta di adrenalina mi ha dato la forza per andare avanti!

 

GIORNO 2

NAZARE’: LA MECCA DEI SURFISTI

In un angolo sperduto dell’Europa sorge una pittoresca cittadina balneare: Nazaré. Un tempo qui si viveva di sola pesca, ma da qualche tempo la località attira turisti da tutto il mondo, merito delle onde altissime che si formano grazie alla particolare posizione morfologica. Qui si registra l’onda più alta del mondo, che ha superato i 30 metri!

A febbraio le temperature non sono ideali per un tuffo, ma potete rilassarvi sotto il sole o all’ombra delle querce da sughero, oppure fare una passeggiata tra le viuzze del borgo che vi consentono di sbirciare nella vita quotidiana dei locali, tra il pesce salato messo ad asciugare al sole e i profumi provenienti dai tanti ristoranti veramente economici. Lo street food a Nazarè? I cirripiedi, da sgranocchiare come patatine. Nelle bancarelle i venditori saranno lieti di mostrarvi come si mangiano secondo la tradizione: bollite e sciacquate con la birra locale!


Qui i pescatori ripongono le sigarette e gli ami nei loro cappelli e, durante i giorni di festa, è ancora possibile imbattersi in donne avvolte dalle tradizionali sette gonne, indossate l’una sull’altra e che vengono tolte una alla volta, giornalmente. I sette strati rappresentano i giorni di attesa per il ritorno dei mariti pescatori. Uno spettacolo unico nel suo genere!
Ci sono tante alternative per trascorrere la vostra giornata. Vi consiglio di prendere l’antica funicolare per raggiungere Sítio, la parte alta della città. Da lì la vista sulle spiagge dorate è meravigliosa.

  • Pernottamento a Hotel Oceano (30 euro)

 

GIORNO 3 

ORME DI DINOSAURI E IL PAESE INCASTONATO TRA LE PIETRE

Avevo sentito parlare di un piccolo borgo incastonato tra le pietre. Un posto strano, perfetto per una visitor!
Decido di andarci, nonostante la strada sia lunga e tortuosa dal punto in cui mi trovavo. Avevo anche pensato di fare una tappa a Fatima, per avere un sostegno divino, ma ho preferito i dinosauri. Lungo la strada per Monsanto mi sono fermata a Ourem. Qui c’è un sito raro nel suo genere e non tanto conosciuto. Sono pochi i posti al mondo come questo aperti al pubblico, non potevo non approfittare. Si dice che in quest’area i dinosauri scorrazzavano indisturbati e le impronte dei loro passi sono ancora visibili. Vado a vedere con i miei occhi.
Dopo aver fatto il biglietto (soli 3,50 euro) mi è stato mostrato un video che spiega la storia del ritrovamento delle impronte fossili e come si sono formate.
Una volta entrata nel parco ho seguito un percorso che mi ha fatto scendere fin dentro la cava di pietra dove sono state scoperte le impronte. Non ci vuole tanta fantasia per riuscire a vederle: sono davvero impressionanti nella grandezza e vi lasciano solo immaginare la mastodonticità degli animali preistorici.

Soddisfatta della sosta riprendo il percorso verso Monsanto, sperando che qualcuno da Fatima non mi punisca…

Arrivo di sera e, poco prima di raggiungere il villaggio, già capisco che sto entrando in un posto surreale. Grossi massi di pietra costeggiano l’unica strada e, in alcuni punti, formano dei veri e propri ponti.

Di notte regna la pace e le stradine sono poco illuminate: è stato difficile trovare il mio albergo che era posizionato proprio in alto. Ho parcheggiato la macchina nella prima piazzola che ho trovato, era impossibile proseguire oltre. Tanti scalini mi separavano dal meritato riposo! La gentilissima proprietaria mi stava già aspettando con le chiavi dell’appartamento! Le fatiche sono state premiate: una casetta tra le rocce! Cioè, le rocce spuntavano addirittura dal soffitto e dalle pareti del bagno!

Mai visto niente di simile. Più che un appartamento si tratta di una vera e propria casa tradizionale, con cucina e tutti i comfort (WI-FI incluso). Approfitto per mangiare il famoso formaggio locale Queijo Serra da Estrela acquistato in supermercato. Una volta rimossa la parte superiore della caciotta il ripieno è talmente cremoso che potete mangiarlo a cucchiaiate. Se siete appassionati approfittate di questa prelibatezza perché è impossibile da trovare altrove!

  • Pernottamento a Cantinho da Coxixa (50 euro)

 

 

GIORNO 5 

DALLA MONTAGNA RURALE AL KITSCH BLASONATO

Arriva il mattino, il sole sorge e posso finalmente rendermi conto del posto in cui sono finita: Monsanto è un museo vivente!

Ora capisco perché le pietre spuntano dai tetti: molte case usano come muro di supporto i megaliti presenti. Il borgo è situato su di una montagna piatta e gode di questa posizione strategica sin dai tempi preistorici. Grazie proprio a questa sua peculiarità e alle “radici” in granito, Monsanto riesce a mantenere da sempre il suo fascino antico che difficilmente potrà essere deturpato. Nel punto più alto del monte sorge il castello templare. Faticherete ad arrivarci, ma da lì godrete un suggestivo panorama che vi regalerà forti emozioni: è possibile scorgere anche il confine con la Spagna!

Guardate il video:

Monsanto è nella lista delle 7 meraviglie del Portogallo, un riconoscimento più che meritato.

 

Una volta visitato il posto di montagna più suggestivo del Paese, torno verso la costa, direzione Sintra.

Questa località è capitata nella lista da “cose da vedere”, ma non entrerà nella lista dei “posti in cui tornare”. Sintra un tempo era la Beverly-Hills di Lisbona, con ville, palazzi e parchi sontuosi. Il Palacio da Pena è un castello del secolo scorso costruito all’insegna dell’eccentricità più vistosa. Nessuna sfumatura dell’iride è stata risparmiata da impietosi accoppiamenti, e proprio per questa particolarità attira molti turisti. All’interno oggetti, tappezzerie e tutto l’arredamento sono stati raccolti nei più remoti angoli del mondo per riempire una dimora estiva che racchiude e mescola gli stili architettonici più disparati.

Il parco adiacente sembra un bosco incantato, un po’ lugubre, con tanto di nebbiolina. Non lontano vi è un’altra famosa attrazione turistica: la Quinta da Regaleira, nota anche come Palácio da Regaleira o Palácio do Monteiro dos Milhões, (palazzo del milionario Monteiro). Qui ci sono palazzi, giardini e grotte. Tra l’altro potrete osservare la famosa Torre invertita caratterizzata da un’architettura a chiocciola che sprofonda nel sottosuolo. Bello se non si sapesse che, probabilmente, è stata pensata per la celebrazione di riti iniziatici segreti di matrice massonica.
La parte più bella di Sintra? La queijada, il tipico dolce al formaggio dall’indescrivibile bontà.

Il posto mi ha lasciato una forte sensazione di spaesamento, volevo rimettermi in viaggio. Avendo finito la visita in anticipo ho cambiato i miei piani e ho deciso di raggiungere il famoso hotel a biblioteca. Anche se dovevo fare un po’ di strada, salgo sulla Panda e parto alla volta di Obidos. Solo l’hotel merita una visita al posto. Leggi l’articolo dedicato al Literary Man Hotel.

  • Pernottamento: Literary Man Hotel (60 euro)

 

 

GIORNO 5

IL SUD E L’ALGARVE

Non avendo tempo per visitare Obidos, dopo una ricca colazione parto subito per il sud, sperando che il bel tempo regga il più possibile.
Scendendo attraverso l’Alentejo (con le pianure senza fine e i bianchi villaggi), la città museo di Evora e le spiagge della Costa Dourada (ottime per la pesca subacquea), si giunge infine all’estremo sud del Portogallo, nella regione che per definizione sa di mare e vacanze: la costa dell’Algarve, già da alcuni anni meta del turismo internazionale. Le spiagge selvagge a febbraio sono deserte e quindi ancora di più pittoresche. La bassa stagione ha anche il vantaggio dei prezzi ridotti: il che è tutto dire, in una destinazione già di suo parecchio abbordabile. Le birre costano 2 euro, attenti a non farvi prendere la mano..

Nonostante le tante strutture alberghiere, la riviera è riuscita a conservare ancora il suo fascino sereno, rimasto intatto nella tranquillità del montuoso entroterra, nei tramonti straordinari e nelle tinte fiammeggianti che accendono il cielo di sera. Se volete sottrarvi all’oziosa vita da spiaggia troverete a portata di mano insospettabili attrattive: porticcioli, taverne e bianche casette con tetti a terrazze e camini traforati.

Una volta arrivata ho fatto una piccola sosta-tramonto a Faro e poi ho raggiunto il mio hotel a Sagres. Vado a dormire presto, pensando di dedicare l’ultima giornata al mare e al relax. La mattina mi sveglio, l’hotel dà proprio sulla spiaggia, ero già carica con tanto di infradito e pareo ma… il cielo era nuvoloso! Non è possibile, non potevo essere così sfigata! L’unico giorno di pioggia doveva capitare proprio prima di partire? Ho passato la mattinata a contemplare il cielo sperando che quelle maledette nuvole nere sparissero! Ma a un certo punto torno a sperare: consultando i vari siti di meteo vidi con gioia che non era prevista pioggia e che sarebbe uscito il sole intorno alle 11. Incredibile ma vero: prendo la macchina e mi dirigo verso Albufeira, la stazione balneare più in voga. In poco tempo sono lì, accolta da un sole accecante! Niente nuvola di Fantozzi! Il litorale è rinfrescato dalle impetuose brezze atlantiche e offre un gran numero di stupendi arenili. La costa più grandiosa e indimenticabile è quella brulla e ventosa, caratterizzata da spettacolari formazioni rocciose che nascondono incredibili grotte. Un vero e proprio paradiso.


Ci sono inoltre tante interessanti escursioni.
Da Vilamoura partono giri in barca lungo la costa e, per i più curiosi, c’è la possibilità di partecipare alla battute di pesca.
Dal piccolo villaggio di Vila Real De Santo Antonio partono invece le escursioni in barca sul Rio Gaudania, che separa il Portogallo dalla Spagna. La gita risale il fiume per circa 30 chilometri fino a Alcoutim.

In 5 giorni ho fatto il carico di emozioni! Da vivere tutte: dai castelli medievali ai villaggi in pietra, dalle affascinanti città alle spiagge dorate. In Portogallo non vi annoierete mai!

Basta poco: 5 giorni e 500 euro (extra esclusi) e..tanta voglia di partire 🙂

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