Mariagrazia De Luca/ Marzo 1, 2019/ Arte/ 0 comments

Dopo una lunga e tormentata attesa, il 27 settembre del 2018 è stata riaperta al pubblico la Cappella della Sacra Sindone. La maledizione sembra essere finita, ebbene sì, perché qui sono successe diverse sciagure: nel 1990 sul pavimento della Cappella crollò un frammento di marmo da un cornicione. Nel 1997, quando tutto era pronto per la prima riapertura dopo l’accaduto, proprio nel giorno dedicato al culto della Sindone, ci fu un incendio che arrecò molti danni alla struttura. I lavori di restauro sono stati lunghissimi, ci sono voluti ben 28 anni prima che questa parte della Cattedrale potesse essere riaperta e ospitare di nuovo la Sindone. Nel frattempo il telo sacro fu spostato ed esposto ai fedeli in un’altra area.

UN PO’ DI STORIA
La Cappella è stata disegnata nella seconda metà del 1600, durante il regno di Carlo Emanuele II duca di Savoia, dall’architetto Guarino Guarini, un personaggio di spicco del Barocco Piemontese. La Cappella fu pensata e costruita esclusivamente per accogliere la preziosa Sindone, conservata nell’urna centrale dell’altare in marmo nero progettato dall’architetto Antonio Bertola.

ALL’INTERNO DELLA CUPOLA
Appena varcato l’ingresso della cupola, al centro del pavimento si trova l’altare, o quel che ne rimane. Per quest’opera i lavori di restauro finiranno nel 2019.
Ora si vede solo il suo scheletro, spoglio e senza le originarie decorazioni in legno dorato. L’altare di Bertola è anche noto come “il testimone silenzioso”. Cosa saprà mai e perché ce lo tiene nascosto? Forse conosce la vera causa del funesto incendio, che mai è stata svelata? Chissà…

Guardando verso l’alto si rimane colpiti dalla suggestiva illusione ottica che coinvolge emotivamente il visitatore. La luce che filtra dalla volta trasparente e dalle finestre superiori accentua le particolari strutture ed esalta la ricca iconografia: grottesche dipinte sulle pareti, sculture con riferimento alla Passione di Cristo e persino le stelle sul pavimento – chiara allusione di carattere astrologico – che sembrano quasi illuminarsi.
Attraverso la costruzione della Cappella, il Guarini molto probabilmente si servì della scienza e della matematica per spiegare l’inspiegabile. Oltre a essere un geniale e innovativo architetto, non dimentichiamo che il Guarini fu anche un brillante matematico.
L’intera struttura è infatti basata su figure geometriche e, inoltre, tutte le misurazioni fanno riferimento al numero 3 e ai suoi multipli. Il tutto, nel suo insieme, sembra un esplicito riferimento all’universo e alla trinità, alla scienza e alla fede; le allusioni simboliche sono strettamente connesse con la funzione della cappella che esaltava la Sindone per il suo significato mistico e per l’aura esoterica che circondava la reliquia.

Come appare la cupola restaurata? Guardate il video:

I misteri a Torino sono tanti, e proprio grazie a loro la città è ancora più affascinante!

Per visitare la Cappella della Sindone dovete acquistare il biglietto per i Musei Reali che include l’ingresso al Palazzo Reale, all’Armeria Reale e alla Galleria Sabauda. Il costo è di 12 euro.

Info: museireali.beniculturali.it

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