CAPE TOWN! TRA RELAX E ADRENALINA!

Mariagrazia De Luca/ maggio 10, 2018/ Natura e Relax, Senza categoria/ 0 comments

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Se voli basso, non puoi servire bene il mondo.

Nelson Mandela

LE 5 ESCURSIONI DA NON PERDERE A CAPE TOWN! I TANTI VOLTI DEL SUDAFRICA, TRA RELAX E ADRENALINA!

Al di là dei problemi sociali e razziali, il Sud Africa è una nuova, splendida, grande frontiera per il turismo: un clima ideale, flora e fauna ricchissime, un Paese con le migliori qualità paesaggistiche del pianeta e una ricettività e servizi sempre all’altezza.
Dalle giungle tropicali fino all’estremo lembo meridionale del continente, il Sud Africa offre una grande varietà di situazioni, paesaggi e di ambienti geografici.
In questo articolo ho fatto una selezione delle 5 bellezze naturalistiche con relative escursioni che non potete assolutamente perdervi, rimanendo nei dintorni di Città del Capo!

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column font_color=”#000000″][vc_column_text]1. SALIRE SULLA “TAVOLA”, IN CIMA ALLA TABLE MOUNTAIN[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column width=”1/2″ font_color=”#000000″][vc_column_text]La piatta e maestosa cima della Table Mountain ci induce al fantastico panorama che circonda Città del Capo, una delle città al mondo con lo sfondo paesaggistico migliore.
Dove finisce il verde della montagna inizia la città, luogo marinaro e porto obbligato di passaggio sulle rotte per l’oriente.

Il nome Table Mountain deriva dalla suggestiva forma simile a una tavola.[/vc_column_text][/vc_column][vc_column width=”1/2″ font_color=”#000000″][vc_single_image image=”298″ img_size=”full” alignment=”center”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column font_color=”#000000″][vc_row_inner][vc_column_inner font_color=”#000000″][vc_column_text]Il panorama, dalla cima, è spettacolare![/vc_column_text][/vc_column_inner][/vc_row_inner][vc_row_inner][vc_column_inner width=”1/3″][vc_single_image image=”303″ img_size=”full”][/vc_column_inner][vc_column_inner width=”1/3″][vc_single_image image=”304″ img_size=”full”][/vc_column_inner][vc_column_inner width=”1/3″][vc_single_image image=”305″ img_size=”full”][/vc_column_inner][/vc_row_inner][vc_row_inner content_placement=”middle”][vc_column_inner width=”1/2″ font_color=”#000000″][vc_column_text]Per salirvi ci sono due alternative: in funivia oppure a piedi. Io ho vissuto entrambe le esperienze e la più indimenticabile, per i più allenati, è indubbiamente il trekking!
La montagna, alta più di 1000 metri, è attraversata da una fitta rete di sentieri: ci sono i percorsi più semplici lungo le pendici e quelli più faticosi che ti permettono di salire fino in cima.
Diversi anni fa ho avuto la fortuna di percorrere uno dei sentieri più difficili ma superbamente panoramici e adrenalinici: lo Skeleton Gorge! Un’infinita passeggiata (si fa per dire) attraverso la splendida foresta di Nuweland che sale su fino alla “tavola”.
Skeleton Gorge più che un sentiero è un tunnel nel bosco! Gli alberi ombreggiano il percorso – tutto in salita – rendendolo praticabile anche durante una calda giornata estiva. Per raggiungere la vetta, sostenendo un ritmo rilassando, occorre circa un’ora e mezza di cammino.[/vc_column_text][/vc_column_inner][vc_column_inner width=”1/2″][vc_single_image image=”306″ img_size=”full” alignment=”center”][/vc_column_inner][/vc_row_inner][vc_row_inner][vc_column_inner width=”1/2″][vc_single_image image=”307″ img_size=”full” alignment=”center”][/vc_column_inner][vc_column_inner width=”1/2″][vc_single_image image=”308″ img_size=”full” alignment=”center”][/vc_column_inner][/vc_row_inner][vc_column_text]La prima parte dell’itinerario è agevolata da lunghe e ripide scale di legno; la seconda prevede l’attraversamento di un fiume e continue arrampicate.
Nonostante sia la parte più faticosa, si ha la possibilità di toccare con mano la lussureggiante vegetazione: tappeti di muschi e licheni coprono rocce e tronchi d’albero, dando vita a un prato verde acceso che sembra quasi velluto.
Solo sulla Table Mountain vi è, inoltre, una biodiversità molto elevata: la sua vegetazione vanta più di 1400 specie diverse, tra fiori, piante e cespugli. Si è immersi in un’atmosfera fiabesca.
Man mano che si sale la superficie del terreno si fa sempre più gradevole alla camminata, fino a ritrovarsi inaspettatamente con i piedi affondati in una sabbia bianchissima e soffice. La vetta è vicina![/vc_column_text][vc_row_inner content_placement=”middle”][vc_column_inner width=”1/2″][vc_column_text]Una volta arrivati rimarrete sorpresi da ciò che avrete davanti agli occhi: una piccola spiaggia abbandonata che circonda una distesa di acqua proveniente dalla diga. Ad accoglierci c’è un vento freddo e una tovaglia di nubi bianchissima. Come se non bastasse, a rendere il posto ancora più surreale, c’è il colore delle acque del laghetto, di un rosso rame acceso, che crea un forte contrasto visivo con il bianco latteo della sabbia circostante!
Tutto merito dei minerali e delle rocce sedimentarie (o forse si tratta del sangue dei corpi che giacciono negli abissi, come vuole la leggenda?).
I colori intensi e il paesaggio desertico ti catapultano in un’altra dimensione, sembra di essere su un altro pianeta o sul set di un film di fantascienza, pieno di effetti speciali![/vc_column_text][/vc_column_inner][vc_column_inner width=”1/2″][vc_single_image image=”309″ img_size=”full” alignment=”center”][/vc_column_inner][/vc_row_inner][vc_row_inner][vc_column_inner width=”1/3″][vc_single_image image=”312″ img_size=”full” alignment=”center”][/vc_column_inner][vc_column_inner width=”1/3″][vc_single_image image=”313″ img_size=”full” alignment=”center”][/vc_column_inner][vc_column_inner width=”1/3″][vc_single_image image=”314″ img_size=”full” alignment=”center”][/vc_column_inner][/vc_row_inner][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column font_color=”#000000″][vc_column_text]2. VISITARE IL GIARDINO BOTANICO PIÙ’ GRANDE DEL MONDO! IL KIRSTENBOSCH[/vc_column_text][vc_column_text]Il National Botanical Garden è il giardino botanico più bello di tutta l’Africa e in assoluto il più esteso a livello mondiale! È una tappa obbligatoria, anche per i non appassionati del genere.
Se all’inizio può sembrare noiosa l’idea di un “giardino”, appena entrati l’atmosfera e il parco vi farà cambiare idea.[/vc_column_text][vc_row_inner][vc_column_inner width=”1/2″][vc_single_image image=”323″ img_size=”full” alignment=”center”][/vc_column_inner][vc_column_inner width=”1/2″][vc_single_image image=”316″ img_size=”full” alignment=”center”][/vc_column_inner][/vc_row_inner][vc_column_text]Situato ai piedi della Table Mountain, il Kirstenbosch gode di una splendida posizione e si estende su una superficie di ben 36 ettari.
Le sue oasi verdi ospitano circa 9000 delle 22.000 specie vegetali presenti nell’Africa meridionale, da quelle tipiche della zona lussureggiante del Capo a quelle delle regioni più aride. Questo giardino botanico è anche il primo nel suo genere a ospitare esclusivamente piante autoctone.[/vc_column_text][vc_row_inner][vc_column_inner width=”1/3″][vc_single_image image=”317″ img_size=”full” alignment=”center”][/vc_column_inner][vc_column_inner width=”1/3″][vc_single_image image=”325″ img_size=”full” alignment=”center”][/vc_column_inner][vc_column_inner width=”1/3″][vc_single_image image=”324″ img_size=”full” alignment=”center”][/vc_column_inner][/vc_row_inner][vc_column_text]Tutta l’area è ben servita da sentieri e spettacolari ponti sospesi in mezzo ai rami di alberi secolari, vere opere di ingegneria.

Le piante che si possono ammirare sono innumerevoli, così come le varietà di protea e di strelizie; di queste ultime merita di essere ricordata la Mandela’s Gold (L’oro di Mandela), una cultivar giallo oro dedicata al padre della nazione sudafricana.

Durante la visita vi capiterà di incontrare anche tanti animali, tutti liberi di gironzolare nel parco.


All’interno vi è anche una sorta di percorso sensoriale olfattivo: un giardino pensile che vi consente di apprezzare al meglio la fragranza di ogni specie. Una sezione è dedicata alle piante utilizzate per la muti (medicina tradizionale) praticata dai sangoma (guaritori), nonché una parte della siepe di mandorli selvatici piantata nel 1660 da Jan van Riebeeck per segnare il confine dell’avamposto olandese.
Ciò che colpisce è la quiete: tutti i rumori sono lontani e ovattati. Ideale per rilassarsi. All’interno del parco vengono spesso tenuti concerti ed è possibile organizzarsi per fare un bel pic-nic, a patto che non venga lasciato alcun tipo di rifiuto.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column font_color=”#000000″][vc_column_text]3. FARSI UN SELFIE CON I PINGUINI AFRICANI[/vc_column_text][vc_column_text]Osservare i pinguini da così vicino, nel loro habitat naturale, è qualcosa di unico! C’è solo un posto al mondo in cui è possibile farlo: la spiaggia di Boulders Beach all’interno del Parco Nazionale della Table Mountain.

Gli abitanti del villaggio che offre questo scenario, Simons Town, sono ormai abituati alla presenza di questi particolari invasori e vivono con apprensione tutti i loro spostamenti. È stato divertente sapere che non è raro ritrovarsi un pinguino nel giardino o addirittura dentro casa! Questi episodi possono sembrare simpatici, ma non è così per chi vive qui, per due motivi:

  • i pinguini, oltre a essere molto vulnerabili, sono una specie protetta in quanto in via di estinzione. Se, nel tentativo di cacciarli via, si provoca anche una minima lesione al volatile si incappa in sanzioni salatissime. Immaginiamoci se, per disgrazia, si dovesse investirne uno con la macchina. Penso sia prevista la galera a vita!
  • Nonostante il loro aspetto adorabile, sono molto “permalosi” e diffidenti. Se si sentono minacciati iniziano a comunicare tra di loro “urlando” in maniera insistente. Questi animali infatti sono anche detti “pinguini asino” (Jackass Penguins) perché producono un verso molto simile al raglio. Non proprio piacevole all’udito… Inoltre hanno becchi affilati come rasoi e possono causare gravi ferite se si prova ad accarezzarli o se ci si avvicina troppo. Quindi attenti alle dita e al naso!!!

Anche qui, lo spettacolo che vi aspetta vi sorprenderà.
Ci descrissero Boulder Beach come una spiaggia stile tropicale, l’acqua dell’oceano calda nei mesi invernali (nell’emisfero australe le stagioni sono invertite e l’inverno va da maggio fino a ottobre) e distese di sabbia bianca!


A quel punto si pensa: ma cosa ci fanno qui i pinguini? La temperatura è influenzata dalle correnti: succede che in pieno inverno la corrente calda dell’Oceano Indiano venga a sfiorare la costa facendo salire la temperatura di diversi gradi, o viceversa succede che d’estate la corrente fredda dell’Atlantico renda l’acqua gelida anche quando la temperatura all’esterno è calda. Ecco spiegata la presenza di centinaia di pinguini a novembre, in piena estate! Prendono il sole stando in piedi oppure distesi sulla sabbia o sulle rocce, accogliendo con gioia la frescura delle correnti gelide! Questo è indubbiamente il periodo migliore per ammirarli.[/vc_column_text][vc_row_inner][vc_column_inner width=”1/4″][vc_single_image image=”333″ img_size=”full” alignment=”center”][/vc_column_inner][vc_column_inner width=”1/4″][vc_single_image image=”332″ img_size=”full” alignment=”center”][/vc_column_inner][vc_column_inner width=”1/4″][vc_single_image image=”329″ img_size=”full” alignment=”center”][/vc_column_inner][vc_column_inner width=”1/4″][vc_single_image image=”330″ img_size=”full” alignment=”center”][/vc_column_inner][/vc_row_inner][vc_row_inner][vc_column_inner][vc_column_text][/vc_column_text][/vc_column_inner][/vc_row_inner][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column font_color=”#000000″][vc_column_text]4. RAGGIUNGERE L’ESTREMITA’ DELLA TERRA! CAPO DI BUONA SPERANZA.[/vc_column_text][vc_column_text]Ecco un’altra splendida riserva naturale. I panorami sono talmente impressionanti che sembra di essere stati catapultati nel film “Il Pirata dei Caraibi”. Ma qui non c’è nulla di artificiale. La natura si manifesta così pura e incontaminata che sembra inconcepibile la presenza della civiltà.
Molti turisti si recano qui con la convinzione di visitare il punto più a Sud del continente africano e lo spartiacque fra i due oceani, l’Indiano e l’Atlantico. In realtà è il piccolo villaggio di Agulhas, a 230 chilometri di distanza, a detenere entrami i primati.

Il malinteso geografico ha origini lontane, proprio da quando il capo fu scoperto e doppiato per la prima volta nel 1488 dal navigatore portoghese Bartolomeo Diaz, che lo soprannominò “capo delle tempeste” (Cabo Tormentoso), per la violenza delle sue acque.
Oltre alla credenza popolare, si è preferito non far perdere il primato a Capo di Buona Speranza; esso vanta ottime strutture per l’accoglienza dei visitatori, favorito dalle sue bellezze ineguagliabili e dalla straordinaria varietà di flora e fauna locali.
Qui vivono uccelli e mammiferi di varie specie, ma non solo. È facile imbattersi anche in rettili e anfibi, e soltanto i più fortunati riusciranno a incontrare la rarissima rana fantasma della Table Mountain o la rana “cinguettante” del Capo.
Cape of Good Hope è costituito essenzialmente da una spiaggia di ciottoli. Andando più verso nord si trova il punto più elevato di Cape Point, raggiungibile in funicolare (chiamata simbolicamente Olandese Volante) oppure con mezzi propri. Vi consiglio vivamente di affittare delle bici, per godere appieno della splendide viste dai punti panoramici!

[/vc_column_text][vc_row_inner][vc_column_inner width=”1/2″][vc_single_image image=”531″ img_size=”full” alignment=”center”][/vc_column_inner][vc_column_inner width=”1/2″][vc_single_image image=”529″ img_size=”full” alignment=”center”][/vc_column_inner][/vc_row_inner][vc_column_text]Una volta arrivati a Cape Point si nota che ci sono due fari!
Il più antico ha smesso di essere attivo nel 1919, a causa di diversi incidenti: per via della sua posizione troppo elevata, risultò spesso inefficace a causa della nebbia, molto frequente nella zona.
C’è qualcosa di eccitante nel trovarsi all’estremità del continente africano! Un promontorio di nude scogliere a cui i navigatori portoghesi dicevano addio prima di avventurarsi verso l’ignoto nell’epoca delle esplorazioni.


Questo capo spazzato dal vento ha ispirato molte leggende: se chiudete gli occhi potete immaginare il mitico Olandese Volante, il vascello fantasma che solcava i mari settecenteschi e ottocenteschi.
La leggenda vuole che stia ancora navigando in quelle acque, cercando di oltrepassare l’estremità della terra…[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column font_color=”#000000″][vc_column_text]5. AVERE UN INCONTRO RAVVICINATO CON LO SQUALO BIANCO![/vc_column_text][vc_column_text]Il Sud Africa ti sorprende, senza aver bisogno di effetti speciali. Tutto è reale e tangibile! Dove, se non qui, puoi avere la possibilità di osservare da vicino il temutissimo squalo bianco!
La cosa può sembrare terrificante ma vi assicuro che, una volta superate le (del tutto legittime) paure iniziali, avrete l’adrenalina a mille, portandovi per sempre con voi il ricordo di questa fantastica esperienza.
Ripensandoci, la parte più brutta è proprio l’attesa, perché non sai cosa aspettarti!
Una volta prenotato il tour si è in costante trepidazione, incubi notturni inclusi, in cui rivivi da protagonista le scene del film “Lo Squalo”. È tutto compreso nel pacchetto!
Una volta raggiunta la località di Gaansbai si è accolti in una struttura turistica in cui viene fatto un breve briefing per spiegare le norme di sicurezza e comportamentali. Si elencano inoltre tutti gli animali che potrebbero essere avvistati durante la rotta: noi abbiamo avuto la fortuna di vedere un’enorme balena e io ho avuto il “piacere” di vedere da vicino una medusa gigante durante l’immersione. Mi ha (quasi) fatto più paura dello squalo!
Da lì si sale su una barca (chiamata Nemo!)

 

e si naviga per circa 20 minuti verso la Dyer Island. Di fronte a quest’isola si trova un altro isolotto, Geyser Rock, che ospita una colonia di 60.000 foche, questo spiega la presenza di tanti squali nella zona. La barca viene ancorata nel canale che separa le due isole, ed è proprio qui che ci si immerge, all’interno di una gabbia!

L’agenzia fornisce tutto il materiale. Non è necessaria alcuna esperienza o brevetto, bisogna solo pensare a rilassarsi e a fare un po’ di training autogeno… Una volta indossata la muta e la maschera, dopo pochi secondi ci si ritrova chiusi in una gabbia, fissata al lato della barca, e immersi nelle acque gelide, tanto gelide che si rischia l’assideramento, ma in quel momento non pensi ad altro che a lui, e sei lì immobile ad aspettare che si avvicini. Nella “gabbia” si è massimo in 6, io ero all’estremità, con la mia amica a sinistra e alla mia destra solo le sbarre!

Nel frattempo viene lanciata in acqua una sagoma nera a forma di foca e 3 teste di tonno secche. Nel retro della barca un altro membro dell’equipaggio inizia a preparare un composto dall’odore flatulento che verrà lanciato in mare per attirare lo squalo. Si tratta di una mistura chiamata chum!

Non so di cosa sia composta e non mi interessa saperlo.
La guida è posizionata sul ponte e, non appena avvista la pinna che emerge dalla superficie, urla: “GO DOWN, GO DOWN!”, e in base alla direzione che prende, ti indica di guardare a destra o a sinistra.
A questo comando si trattiene il respiro e ci si spinge sott’acqua, aiutandosi con un’apposita maniglia che funge da leva. Nel nostro caso l’acqua non era limpida, dunque quando lo squalo si avvicina non te ne accorgi. Sei giù quando, all’improvviso, dal fondo delle acque torbide spunta il suo muso conico![/vc_column_text][vc_row_inner][vc_column_inner width=”1/3″][vc_single_image image=”350″ img_size=”full” alignment=”center”][/vc_column_inner][vc_column_inner width=”1/3″][vc_single_image image=”351″ img_size=”full” alignment=”center”][/vc_column_inner][vc_column_inner width=”1/3″][vc_single_image image=”352″ img_size=”full” alignment=”center”][/vc_column_inner][/vc_row_inner][vc_column_text]Ero a pochi centimetri da un grosso squalo bianco, solo le sbarre mi separavano da lui! Potevo guardarlo negli occhi e osservare tutte le profonde cicatrici!
I membri dell’equipaggio iniziarono a lanciargli dei pezzi di pesce legati a delle corde, per renderlo più “combattivo”.[/vc_column_text][vc_row_inner][vc_column_inner width=”1/2″][vc_single_image image=”354″ img_size=”full” alignment=”center”][/vc_column_inner][vc_column_inner width=”1/2″][vc_single_image image=”353″ img_size=”full” alignment=”center”][/vc_column_inner][/vc_row_inner][vc_column_text]Lo squalo spalancò le enorme fauci e azzannò il pasto proprio alla mia destra, dove finiva la gabbia. L’azione è durata qualche secondo, ma avrei potuto contare tutti i suoi denti affilatissimi, tanto erano vicini!


Ormai la mia amica, alla mia sinistra, era diventata il mio antistress. Dopo questa scena penso di averle stritolato il braccio! Poverina! Non era più paura, ma adrenalina allo stato puro! Dopo il primo avventore, se ne avvicinarono altri. Pazzesco!

È un’esperienza da fare non solo per l’escursione in sé, ma anche per conoscere meglio il comportamento di questo splendido animale! Siamo cresciuti con il terrore nei suoi confronti, complici i vari film hollywoodiani. In realtà gli squali non sono una reale minaccia per l’uomo. Probabilmente siamo noi una minaccia per loro. Facciamo un rapido confronto: ogni anno, in tutto il mondo, muoiono in media 6 persone a causa di un attacco di uno squalo. L’essere umano uccide dai 30 ai 100 milioni di esemplari all’anno!
È doveroso specificare che nella maggior parte dei casi gli squali non mordono le persone ripetutamente o con cattiveria. Si dice che hanno più paura loro di noi! Quando si avvicinano si allontanano subito perché i loro organi di senso non ci riconoscono come potenziale preda e, di conseguenza, “se ne vanno a gambe levate”. È esattamente la sensazione che ho avuto quando l’ho visto faccia a faccia! Il terribile predatore degli oceani diventa, davanti ai tuoi occhi, quasi un gigante buono! Trattenuto dall’odore delle esche, si limita ad osservarti nuotandoti attorno con aria superba e maestosa, come per farti capire che è lui il re indiscusso dell’oceano, e non si può che averne profondo rispetto![/vc_column_text][vc_raw_html]JTNDaWZyYW1lJTIwd2lkdGglM0QlMjI1NjAlMjIlMjBoZWlnaHQlM0QlMjIzMTUlMjIlMjBzcmMlM0QlMjJodHRwcyUzQSUyRiUyRnd3dy55b3V0dWJlLmNvbSUyRmVtYmVkJTJGVC1tYm1FZWNCLWclMjIlMjBmcmFtZWJvcmRlciUzRCUyMjAlMjIlMjBhbGxvdyUzRCUyMmF1dG9wbGF5JTNCJTIwZW5jcnlwdGVkLW1lZGlhJTIyJTIwYWxsb3dmdWxsc2NyZWVuJTNFJTNDJTJGaWZyYW1lJTNF[/vc_raw_html][/vc_column][/vc_row]

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