Mariagrazia De Luca/ Aprile 12, 2019/ Natura e Relax/ 0 comments

Crescere richiede un’intera vita ma per diventare vecchi una notte è sufficiente. 

Ignazio Silone

 

 

NATURA, STORIA, ARTE, CIBO E SPORT ALL’ARIA APERTA, QUESTI I 5 MOTIVI PER ANDARE IN ABRUZZO. 

Forte e gentile, così venne definito da Primo Levi: due aggettivi che rendono perfettamente l’essenza di questa straordinaria regione. Uno scrigno che custodisce tesori tutti da scoprire.

In un periodo in cui sempre più viaggiatori, soprattutto stranieri, vanno alla ricerca di destinazioni sperdute e poco conosciute, l’Abruzzo potrebbe avere un vero e proprio boom turistico! In questa regione non manca nulla: natura incontaminata, arte, una storia antichissima rappresentata dai bellissimi borghi medievali, tradizioni culinarie e una vasta scelta di attività sportive. Pensate che in Abruzzo, in base alle stagioni, è possibile fare una sciata in montagna e, in poche ore, trovarsi sul mare per una cena di pesce al tramonto.

Ho elencato i 5 motivi che vi spingeranno a visitare questa splendida regione, “forte e gentile” come i suoi abitanti!

 

1. NATURA

L’Abruzzo è prevalentemente montuoso e collinare: qui si estendono ben 3 parchi nazionali (Parco Nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise, il Parco del Gran Sasso e Parco della Majella) che insieme coprono un terzo del suo territorio. In questa vasta area vivono rare specie di animali tra cui l’aquila d’oro, il camoscio abruzzese, il lupo appenninico e il famoso orso marsicano, che di tanto in tanto spunta tra i vicoli dei paesi limitrofi.

 

Tra i 3 parchi, quello del Gran Sasso è senza dubbio il più importante: è talmente esteso da toccare le tre province di Teramo, L’Aquila e Pescara.
Lo straordinario panorama abbraccia le vette del Corno Grande (il più maestoso, con i suoi 2.912 metri di altezza), il Corno Piccolo e le altre cime dell’Appennino centrale.
Proprio dietro al Corno Grande si estende il Calderone, noto per essere il ghiacciaio più a sud d’Europa.
Il parco vanta la più vasta diversità di specie botaniche, è possibile ammirarle tutte grazie alla fitta rete di sentieri (ben 300 chilometri) attraversabili a piedi, in cavallo o in bici.
Più a nord ci sono i Monti della Laga, luogo perfetto per il birdwatching lungo le rive del Lago di Campotosto.

Se passate per Anversa fate una sosta alle gole del Sagittario, uno dei fiori all’occhiello dell’Abruzzo. Sono state scavate nei millenni dalla corsa del fiume Sagittario, costruendo un canale di collegamento tra l’entroterra abruzzese e il lago di Scanno. La spettacolarità delle rocce scavate, delle gallerie, della strada, tracciata dalla natura, rappresentano una delle cose più belle che la natura abbia potuto creare. Bellissimo l’Eremo di San Domenico.

Da qui dirigetevi verso il lago di Scanno. Uno specchio d’acqua dall’incredibile bellezza. Se dalle rive seguite il “sentiero del cuore”, finirete su di un’altura. Man mano che salite il lago sembra deformarsi fino ad assumere la forma di un cuore.


Se invece siete più tipi da spiaggia, avete a disposizione i 130 chilometri di costa adriatica: sabbiosa nella parte nord e a ciottoli nella zona più a sud. La maggior parte delle spiagge sono state premiate con la Bandiera Blu.

 

2. STORIA

L’Abruzzo ha una storia antichissima. Gli amanti della storia romana troveranno sparsi in tutto il territorio tantissimi reperti e rovine risalenti all’Impero. Da visitare Amiternum, vicino l’Aquila, Alba Fucens e Sulmona. Amiternum, luogo di nascita del famoso personaggio storico Sallustio, fu luogo di insediamento dei Sabini, prima che venissero conquistati dai Romani nel 293 a.C.
Alba Fucens fu occupata dai Romani nel 304 a.C. per la sua posizione strategica. Preserva ancora alcune resti di fortezze, di un’arena e di un anfiteatro.
Se vi intendete anche di archeologia, non potete mancare una visita al Museo Archeologico Nazionale d’Abruzzo, il più importante della regione. Qui potete ammirare il famoso Guerriero di Capestrano, trovato in una necropoli risalente al VI secolo avanti Cristo.

La regione Abruzzo conta ben 20 paesi che rientrano nella lista dei “Borghi più belli d’Italia”, seconda solo all’Umbria.
Tra questi ricordiamo Castel del Monte e Santo Stefano di Sessanio, situati nei pressi del Gran Sasso. I due borghi risalenti al Medioevo sono dei veri e propri gioiellini, sembra di passeggiare su di un set cinematografico ambientato nei tempi passati. Si respira la storia ma anche l’effetto che il sisma ha provocato. La gente è vera, pura e genuina come il cibo che potete trovare qui.

Proprio a ridosso del Gran sasso spicca, tra le alte vette montuose, lo splendido castello di Rocca Calascio, dalle antiche vestigia e dal magnetico fascino medievale. La zone è ben nota per aver ispirato molti registi che hanno deciso di girarvi noti film quali Lady Hawke. Situato a ben 1500 metri di altezza, sospeso tra vento e cielo, il castello è di una bellezza suggestiva. Lo scenario che si presenta davanti ai vostri occhi è coinvolgente, offrendovi un’ampia visuale sulle montagne. Lo sguardo si perde all’orizzonte e vi sentirete in totale sintonia con la natura incontaminata. Consiglio una visita nel tardo pomeriggio, per uno spettacolo commovente: ci sarete solo voi e qualche lupo che ulula aspettando il tramonto.

In provincia di Chieti troverete un’altra chicca: il Castello Medievale di Roccascalegna.
Seppur è lì da diversi secoli, mantiene inalterato il suo fascino, caratterizzato a tratti da pietra scavata nella roccia e a strapiombo su un promontorio dalla vista appagante. Il prezzo per entrare all’interno di questa meraviglia è davvero irrisorio, per soli 2 euro farete un vero e proprio tuffo nel passato, godendo anche di un bellissimo panorama.


Sempre in provincia di Chieti, ma più verso la costa, si trova il castello bizantino di Crecchio e, proprio a strapiombo sul mare, sorge il Castello Aragonese di Ortona. Quest’ultimo risale all’epoca angioina del XIII secolo e svolse la funzione difensiva per molti secoli. È possibile fare una passeggiata tra i suoi resti, grazie a percorsi ben illuminati anche di sera. Da sopra le mura affacciatevi dalla finestra più alta, vi regalerà una vista spettacolare sull’Adriatico. Pace e tranquillità assicurata.

 

3. ARTE

Il Medioevo è stato un periodo molto florido per l’arte, soprattutto nel periodo che va tra l’XI e il XIV secolo furono erette molte cattedrali, chiese e abbazie.
La città più ricca dal punto di vista artistico è senza dubbio l’Aquila.
Un esempio di architettura romana e gotica abruzzese è la Basilica di Santa Maria di Collemaggio, uno dei simboli della città.
Si tratta di un vero e proprio capolavoro. La basilica si presenta sempre stupenda e affascinante, anche dopo il restauro a causa dei danni provocati dal sisma del 2009. Pochi sanno che qui si trova l’unica Porta Santa al di fuori delle Mura di Roma. Non dimentichiamoci inoltre che quella di Collemaggio è l’unica chiesa, al di fuori del Vaticano, dov’è tumulto un Papa, Celestino V, il papa del “Gran Rifiuto”. Durante l’estate si svolgono bellissime feste e concerti.


Appena varcate le vecchie mura della città aquilana troverete la famosa Fontana delle 99 cannelle: 99 teste scolpite in un grosso muro di marmo. Le loro bocche fanno sgorgare acqua da secoli. Ogni mascherone rappresenta uno dei casati che fondarono la città
Si dice che se provi a contarle non risultano mai essere 99. Stregoneria?

D’estate, sfruttando la sua acustica spettacolare, diventa un teatro all’aperto, sede di spettacoli e concerti.

Se siete alla ricerca di un luogo romantico, potete recarvi all’eremo reso famoso dal poeta abruzzese Gabriele D’Annunzio. Una piccola casa rurale immersa in una solitudine selvaggia ed impervia. In una lontana estate del 1889 qui si ritirarono in un isolamento amoroso Gabriele d’Annunzio e Barbara Leoni, la “bella romana” che fu sua musa e compagna per cinque anni e che ispirò la sua prima produzione letteraria.

Il posto è incantevole, da qui si ha un bellissimo panorama sulla costa dei trabocchi. Lo spettacolo della natura si apre al meglio e la limpidezza del mare ti avvolge con suoi colori e ti penetra nei nell’anima in maniera tale da farti percepire il suono di quei versi che D’Annunzio scrisse…

 

4. CIBO E VINO 

La gastronomia tradizionale abruzzese attinge a ricettari popolari di un mondo agricolo e pastorale sostanzialmente frugale. La semplicità delle preparazioni e degli ingredienti sono stati arricchiti col tempo dalla fantasia e dalla creatività delle massaie, che riuscivano a rendere molto appetitose le ricette in cui i carboidrati avevano la netta prevalenza.
Celebri gli spaghetti alla chitarra o la pasta alla mugnaia, dall’aspetto grezzo e rustico, ma dall’incredibile bontà.


Poi ci sono gli arrosticini, che non hanno bisogno di presentazioni e le “pallotte cacio e ove”, le mie preferite in assoluto: polpette fatte di pane, uovo e formaggio di pecora!

Amate il pesce? Non potete perdervi un pranzo o una cena in una location unica: il trabocco. Tutta la coste sud è punteggiata da quelle macchine da pesca su palafitta che Gabriele D’Annunzio paragonava a “ragni colossali”. Queste palafitte apparentemente instabili hanno resistito per secoli alla potenza del mare, e da alcuni anni sono divenuti romantiche location gastronomiche, fulcro di un turismo legato ad ambiente, territorio e tradizione.

Tutti i piatti della tradizione abruzzese vengono accompagnati da ottimi vini. I vigneti del territorio ricoprono poco più di 37 mila ettari, e proprio grazie a questa prosperità la regione è divenuta a tutti gli effetti una realtà importante nel mondo della produzione di vino, in cui la qualità della produzione enologica è ampiamente raggiunta non solo dai grandi produttori, ma anche dalle piccole realtà locali. L’Abruzzo si distingue fra le regioni del Centro Italia per i tanti vitigni autoctoni a bacca rossa come il Montepulciano e bianca, come il Trebbiano.

 

Per il dolce fate un salto a Guardiagrele, meta d’obbligo per gli amanti del cibo. Solo qui troverete un dolce particolare, “le sise delle monache”: due soffici pan di spagna ricoperti da densa crema pasticcera. La particolarità sta nella loro forma di tre seni, che deriva dall’usanza delle monache di inserire al centro del petto una protuberanza per nascondere le forme. Le più buone le troverete dalla Pasticceria Emo Lullo.


Se si pensa ai dolci non possiamo dimenticarci di Sulmona, con i suoi celebri confetti, esposti fuori dai negozi con uno stile e un’arte inconfondibile. Composizioni floreali dai mille colori allietano la passeggiata nel centro storico che definirei, non a caso, una “bomboniera”.
Ma Sulmona va ricordata non solo per i confetti. Da non perdere l’acquedotto medievale e Piazza Garibaldi. La piccola città aquilana è culturalmente molto attiva e turisticamente capace di offrire molto, tanto dal punto di vista storico-artistico che da quello enogastronomico.

 

5. ATTIVITA’ ALL’ARIA APERTA

Mare e montagna spesso sembrano due poli opposti, due pianeti, due mondi o modi di intendere un momento di vacanza, svago e relax. In Abruzzo questi due mondi si avvicinano. Qui è possibile sciare vista Mare.
Nel comprensorio sciistico di Passo Lanciano – Majelletta siamo a solo meno di un’ora dalla costa. Qui si scia con vista Mar Adriatico restando dentro il Parco della Majella. Più che sciare, sembra di volare in cielo!

Se amate il trekking e la natura l’Abruzzo non vi deluderà grazie alla varietà dei suoi paesaggi: parchi nazionali, fauna, laghi e montagna. Avrete l’imbarazzo della scelta.

Il massiccio della Majella ci riserva sempre dei bei posti da visitare e l’eremo di San Bartolomeo è una tappa obbligata per chi vuole unire una bella passeggiata ad un momento di riflessione. Costeggiando un fianco della montagna, scavata nella roccia ci si trova all’entrata dell’eremo, un ambiente dimensionato, ma dove ci si muove agevolmente. Il panorama è fantastico, selvaggio quanto basta, con delle finestre a strapiombo da vertigine. Non si può che rimanere in silenzio come segno di rispetto per quegli uomini che in passato hanno scelto di vivere qui, vivendo di sola fede.

Una recente iniziativa che mi entusiasma molto è quella di voler trasformare una vecchia linea ferrovia abbandonata in una lunghissima pista ciclabile.
Il progetto è ancora in corso ma, una volta ultimata (si pensa a fine 2019), sarà la ciclovia più lunga d’Europa. Si chiamerà Bike to Coast e percorrerà l’intera costa dell’Abruzzo, sarà lunga 150 chilometri. Oltre a costeggiare il mare attraverserà tratti di costa intatta e naturale, in modo da far conoscere ai cicloturisti anche l’entroterra subito a ridosso della costa.

 

Share this Post

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*
*
You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>