Mariagrazia De Luca/ Aprile 11, 2018/ Avventura/ 0 comments

“In Giappone la gente guida a sinistra. In Cina la gente guida a destra.
In Vietnam non importa.”

Patrick Jake O’Rourke

23-27 Febbraio 2017

Non avrei mai pensato di trascorrere così pochi giorni in un territorio esteso come il Vietnam.
Quattro giorni per me non sono sufficienti neanche per visitare una piccola cittadina. Ma è nato tutto per caso.
Mi trovavo a Singapore per motivi personali e dovevo cercare qualcosa da fare negli ultimi giorni. Singapore la conoscevo ormai a memoria; avendo già visitato le altre destinazioni facilmente raggiungibili da lì (Malesia, Indonesia e Thailandia) me ne restava una disponibile: il Vietnam!

Il Vietnam è sempre una meta splendida, basta sapere dove andare. Marzo e Aprile, in compenso, sono mesi indulgenti in tutto il paese.

Vi racconto un po’ di questa splendida terra. Inizialmente ero scettica, lo ammetto, ma basta informarsi e seguire alcuni consigli.

Il Vietnam è una terra ospitale e accogliente, sospesa tra un difficile passato e una feconda vivacità, un popolo tenace e orgoglioso.

Con l’esponenziale crescita del turismo nel sud est asiatico, il Vietnam è diventata una meta molto ambita, soprattutto negli ultimi anni. Il paese sta cambiando in fretta, c’è la volontà di smetterla con gli antagonismi politici, quindi vale la pena di dedicargli un viaggio che ristabilisca la verità, che sia non solo un pellegrinaggio ma soprattutto un’esperienza ricca di stimoli e di sapori nuovi.

VIETNAM del NORD O VIETNAM del SUD?

A differenza di quello che si possa pensare, il Vietnam è molto semplice da visitare, non solo grazie alle strutture turistiche molto ben organizzate (incredibile ma vero), ma anche grazie alla sua conformazione geografica: la forma è stretta e lunga, ricorda quasi quella di un drago, e il suo territorio si estende da Nord a Sud per circa 1.660 km.

Quando ti trovi a prenotare un volo per il Vietnam la prima domanda che dovrai porti è: “In quale delle due città vado? Hanoi a nord o Ho Chi Minh City a sud?”. Scontato dire che entrambe meritano di essere visitate ma, non avendo tanti giorni a disposizione bisognava prendere una decisione drastica.

Dopo varie riflessioni ho risolto il dilemma: Hanoi. Cosa mi aveva spinto a nord? Avevo sentito parlare della Baia di Halong, facilmente raggiungibile dalla capitale. Si tratta di una delle meraviglie naturali dell’oriente: migliaia di isolotti rocciosi dalle strane forme, un’infinità di grotte, scogliere, spiaggette appartate, il tutto disseminato in 1500 chilometri quadrati di mare presso il confine con la Cina.

Andare a febbraio, oppure da novembre fino ad aprile, significa evitare un flusso interminabile di turisti, la pioggia insistente dei mesi primaverili e il sole picchiante e fastidioso dell’estate. In generale, questo è il periodo più secco in tutto il paese, ma allo stesso tempo anche il più freddo, soprattutto al nord dove la temperatura cala piuttosto drasticamente (quindi non pensate alla tipica vacanza “sole e mare”), mentre al sud si aggira sempre intorno ai 30 gradi.
Ho pensato che sarebbe stata un’ottima tregua dal caldo equatoriale di Singapore; nessuna esitazione quindi: hotel prenotato per le prime due notti e volo diretto per Hanoi da Singapore con la Vietnam Airlines.

 

ARRIVO

Sono atterrata a Hanoi in serata. Sapevo che avrei trovato “freschetto”, ma non pensavo così tanto: 15 gradi in meno rispetto alla torrida e umida Singapore con i suoi 31 gradi! Pensare che avevo solo una felpa per ripararmi dal freddo! Inconvenienti del mestiere.

L’aeroporto Internazionale di Noi Bai mi è parso subito accogliente. Esco e non faccio fatica a trovare un taxi. Il prezzo lo si concorda prima della corsa. Con 400.000 Dong (15 euro) e circa 40 minuti di tragitto raggiungo il mio hotel in centro città. Molti potrebbero pensare che prendere un taxi in Vietnam sia poco confortevole e invece: vettura super pulita e profumata, display interattivo a mia disposizione, cavi per ricaricare il telefono e… WIFI! Iniziamo bene.

CONSIGLIO

Il primo consiglio che mi sento di dare è quello di procurarvi una sim locale per internet e le chiamate, anche solo per pochi giorni. Il costo è irrisorio e i vantaggi infiniti.
Sono disponibili le schede ricaricabili al costo di circa 300.000 Dong (poco meno di 15 euro), comprensivi del traffico prepagato.
Mi sono sentita letteralmente persa senza il mio fedele amico Google Maps, in una metropoli confusionaria come Hanoi, dove le stradine ti sembrano tutte uguali e difficilmente si riesce a comunicare in inglese.
Per non parlare dell’utilità di poter effettuare chiamate anche in casi di emergenza.
SIM LOCALE SUBITO!
In compenso la rete WIFI è diffusa in tutto il Paese e gli Internet Cafè oltre a costare poco, sono tantissimi.

 

PRIMO GIORNO

Sveglia presto il mattino dopo, decido di fare una passeggiata tranquilla per le vie di Hanoi, senza avere la minima idea di ciò che mi aspettasse e, soprattutto, senza mappa digitale.

Dovete sapere che il vecchio quartiere di Hanoi è tutto tranne che noioso! Qualsiasi cosa è in costante movimento: venditori ambulanti, migliaia di motorini, uno sciame di api motorizzate che sembrano inseguirti, autisti che si ricompattano ad ogni semaforo rosso, e in tutto questo caos, vedi donne ai bordi dei vicoli o su degli scooter adibiti a cucine di fortuna che puliscono verdure o grigliano spiedini di carne.

 

Non pensate al nostro tipico struscio domenicale, questo è un vero e proprio percorso a ostacoli.
Quando cammini sei costretto a scavalcare sgabelli e tavolini mentre i locali consumano tranquillamente i loro pasti. Uno scenario surreale che ti porta a domandarti: ma perché non fanno tutto in casa? Le case ad Hanoi, soprattutto nel centro storico, sono piccole e strette e si sviluppano in verticale. Avendo solo lo spazio per dormire, tutto il resto lo fanno per strada (non tutto spero)!

Nonostante il trambusto, sembra vigere un caos armonico. Il fascino di Hanoi è anche questo.

Meno affascinante è riuscire a orientarsi, ci si sente smarriti! Per noi occidentali è impensabile che si possa sopravvivere in un posto del genere. Inizialmente hai letteralmente paura, ma basta un po’ di “allenamento” e ti sembra di vivere un videogioco.
Uno dei problemi principali è attraversare la strada senza essere investiti dai motorini!

CONSIGLIO:

non correte mai, proseguite decisi e senza incertezze.

Questo per dare modo al motociclista di vederti, scorrerti a lato e schivarti. Ma non disperare se un motociclista punta esattamente verso di te. Sicuramente non rallenterà, però i suoi anni d’esperienza passati ad evitare ostacoli all’ultimo istante giocano a tuo favore.
La sensazione è quella di assistere ad un film in 3D: avete presente quando sembra che un oggetto ti stia venendo addosso e tu, d’istinto, ti “difendi” coprendoti il volto? Ecco! Se proprio non riesci ad attraversare non disperare e affina la tecnica.

Non parliamo poi dei tanti incidenti ai quali si assiste! Non è tanto l’incidente in sé, si rimane stupiti dalla tranquillità con cui reagiscono: nessuna discussione, ci si aiuta a rialzarsi e, dopo neanche un minuto, ognuno riprende la sua strada.

Insomma: I VIETNAMITI SONO DEI VERI MAESTRI DI SOPRAVVIVENZA!.

Avendo superato le paure iniziali cammino senza meta, seguendo il mio istinto. Mi fermo a bere una tisana in un locale carino pensando a come organizzarmi per i successivi giorni.

Decido di rivolgermi ad un’agenzia turistica locale, ma non è facile trovarne una, le vedo tutte anguste, chiuse, non mi invitano certo ad entrare.

La mia ricerca termina quando sento un ragazzo cantare in un inglese perfetto “Come as you are” dei Nirvana, accompagnandosi con una chitarra. Si trattava proprio di un dipendente di un’agenzia turistica.

Mi fermo a cantare con lui! Sì, è quella giusta!

Grazie ai preziosi consigli del ragazzo, il giorno successivo scelgo di fare un tour di Hanoi e dintorni e trascorrere gli ultimi due nella baia di Halong. Soddisfatta, decido di tornare in hotel. A piedi? Taxi? Non ci penso nemmeno. Tuk tuk.[/vc_column_text][vc_video link=”https://youtu.be/iiPOD2DCxWs” align=”center”][/vc_column_inner][/vc_row_inner][vc_row_inner][vc_column_inner font_color=”#000000″][vc_column_text]SECONDO GIORNO

Sveglia presto per il lungo tour organizzato dall’agenzia.
Prima tappa: visita dei luoghi di culto.
Stando comoda sull’autobus ho avuto modo di osservare Hanoi da un’altra prospettiva. La città mi ha particolarmente colpito, non solo per la bellezza e la grazia delle donne che popolano le strade, ma anche per la frenesia che si alterna alla quiete dei parchi, laghi e pagode.
Per i vietnamiti la pagoda (chua) è un luogo di preghiera, di ritiro spirituale, di solito ubicata in una collina appartata o su un lago. Si trovano anche molti templi (den), che in Vietnam sono eretti in onore di qualche illustre personaggio storico.[/vc_column_text][/vc_column_inner][/vc_row_inner][vc_row_inner content_placement=”middle”][vc_column_inner width=”1/2″][vc_single_image image=”141″ img_size=”full” alignment=”center”][/vc_column_inner][vc_column_inner width=”1/2″ font_color=”#000000″][vc_column_text]Chua Tran Quoc è la pagoda più famosa e rappresenta il simbolo della città. E’ un luogo di culto buddista da non perdere. Particolare la posizione sul lago e l’alta struttura a colonna formata da nicchie dedicate al Buddha, dall’atmosfera molto suggestiva, soprattutto quando si assiste ai riti e alle funzioni di culto.

Gli interni sono caratterizzati da ricchi arredi, con il rosso, l’oro e il legno, fiori, incensi e doni, che rendono il tutto ancora più magico.

Prima di entrare, la cosa che non ho gradito è stata la vendita di piccoli animali (pesci, uccelli e soprattutto tartarughe legate ad uno spago) che il “penitente” acquista per poi liberarli nei giardini e nei laghetti circostanti per, così dire,”ripulirsi l’anima”.
Finita la visita si torna sull’autobus. Davanti agli occhi sfilano costruzioni moderne che si mescolano all’antico retaggio coloniale francese.[/vc_column_text][/vc_column_inner][/vc_row_inner][vc_row_inner][vc_column_inner width=”1/3″][vc_single_image image=”142″ img_size=”full” alignment=”center” css=”.vc_custom_1527774740018{padding-top: 10px !important;}”][/vc_column_inner][vc_column_inner width=”1/3″][vc_single_image image=”199″ img_size=”full” alignment=”center” css=”.vc_custom_1527774745304{padding-top: 10px !important;}”][/vc_column_inner][vc_column_inner width=”1/3″][vc_single_image image=”145″ img_size=”full” alignment=”center” css=”.vc_custom_1527774751353{padding-top: 10px !important;}”][/vc_column_inner][/vc_row_inner][vc_column_text]La storia è preponderante nel Museo e nel Mausoleo di Ho Chi Minh, dove giace il generale mummificato.


Vicino al Mausoleo si trova il Palazzo Presidenziale che spicca per il suo colore giallo ocra in stile rinascimentale italiano. La residenza si trova all’interno di un bellissimo giardino molto curato, ombrato da magnifici alberi con grosse radici, le quali emergono anche dal terreno e dalle acque del lago come piccoli comignoli.


Interessante sapere che questo palazzo, prima residenza del governatore francese ai tempi dell’occupazione coloniale, divenne il palazzo presidenziale dopo la liberazione ma, l’ascetico Ho Chi Minh rifiutò di andarci ad abitare, usandolo solo per ricevere ufficialmente gli altri capi di Stato.

Da uomo modesto qual’era egli preferiva vivere nei piccoli appartamenti circostanti, dove alloggiava anche il suo personale; queste stanze erano prive di qualunque comfort e addirittura del bagno interno.

Qui si possono osservare molti cimeli, foto e notizie sul personaggio: in pochi sapranno ad esempio che, all’inizio degli anni 30, visse per circa un anno a Milano, facendo il cameriere e aiuto cuoco in un ristorante esistente ancora oggi. Molto interessante anche la collezione di auto francesi, omaggi dell’Unione Sovietica al patriota vietnamita.

La scoperta dei sapori del Vietnam è un’esperienza unica e indimenticabile. La sua cucina è molto varia e apprezzata per il sapiente accostamento di piccante, aspro, dolce e salato, su cui prevale il retrogusto di citronella. Una vera e propria esplosione di gusti.
Assaggiamo i tipici involtini, la zuppa di spaghetti (pho), carne e pesce.[/vc_column_text][/vc_column_inner][/vc_row_inner][vc_row_inner content_placement=”middle”][vc_column_inner width=”3/4″ font_color=”#000000″][vc_column_text]Tutto buonissimo, ma quando ci propongono del vino a fine pasto… NO, GRAZIE!
Il famoso Snake Wine è prodotto con l’infusione di un serpente velenoso nel vino di riso o nel whisky. Questo processo consente al veleno del serpente a disperdersi nel liquido, tuttavia il veleno viene denaturato dall’etanolo, quindi si può bere senza rischi per l’uomo.

Molto meglio invece chiudere il pasto con un CAFFE’ VIETNAMITA… dallo squisito sapore… ma non vi anticipo nulla in merito. Se siete curiosi o amanti del caffè non perdetevi l’articolo dedicato a questa prelibata bevanda, che ho scritto nella sezione Mangerlust.[/vc_column_text][/vc_column_inner][vc_column_inner width=”1/4″][vc_single_image image=”153″ img_size=”medium” alignment=”right”][/vc_column_inner][/vc_row_inner][vc_row_inner][vc_column_inner font_color=”#000000″][vc_column_text]L’ultima parte del tour prevede una visita ai piccoli villaggi di ceramica tradizionale e a laboratori artigianali in cui si può ammirare la particolare arte vietnamita del mosaico realizzata con il guscio d’uovo.
La Eggshell Mosaic è una tecnica che si basa sul riutilizzo di questo materiale di scarto che riprende vita grazie alle mani esperte di abili artigiani e artisti, creando degli autentici pezzi unici. Ottima idea per un souvenir diverso dal solito. I prezzi dell’oggettistica sono assolutamente accessibili. Dopo un breve giro di shopping si riparte verso il centro di Hanoi. L’autobus ci lascia davanti al teatro principale. Si tratta proprio del famoso Teatro delle Marionette sull’acqua, tappa imperdibile per chi vuole un tuffo – è proprio il caso di dirlo – nella cultura locale. Ero lì davanti l’ingresso: solo due biglietti disponibili per l’ultimo spettacolo, non posso perdere questa occasione!

Gli spettacoli sono realizzati in lingua locale, ma la musica e i gesti delle marionette narrano storie facilmente comprensibili.
Accompagnati da un’orchestra dal vivo, gli spettacoli sono famosi per la loro comicità. Al termine dell’esibizione potrete rilassarvi con un buon drink al caffè del teatro, che offre una splendida vista sul lago Hoan Kiem.
TERZO GIORNO
Finalmente è arrivato il momento di partire per la famosa baia di Halong!
Navigare tra gli oltre 3000 isolotti che affiorano dalle acque smeraldine del Golfo del Tochino, assistere al tramonto e svegliarsi con le luci dell’alba, il tutto circondato da uno scenario naturale mozzafiato è un’esperienza da non perdere.
Due giorni e una notte a bordo della Peace Charm Cruise, una piccola ma accogliente giunca.
La scelta della giusta crociera è fondamentale, la quantità di compagnie e itinerari può mandare in crisi.

TERZO CONSIGLIO

Il consiglio è quello di non guardare troppo al risparmio per questa tappa del viaggio e di passare almeno una notte a bordo. Nonostante la bassa stagione è stato difficile trovare disponibilità, quindi muovetevi con molti giorni di anticipo (non il giorno prima insomma). Vi consiglio di spendere qualche dong in più e prenotare una barca di livello medio/alto. Il prezzo giusto si aggira intorno ai 150/200 euro.

La gita è cominciata benissimo: il pulmino da Hanoi al porto è veramente comodo visto che il viaggio dura ben 4 ore.


La barca è bella, i ponti in legno sono molto carini. La cabina è piccola ma graziosa: tutta in legno, con due comodissimi letti e un bagno. A bordo siamo in tutto una ventina di persone. L’itinerario è fantastico, c’erano poche barche turistiche intorno a noi.

Il primo giorno abbiamo fatto kayak intorno ai pinnacoli.

Scendendo si arriva ad una bella spiaggetta. Nonostante il freschetto ci sono i soliti temerari che si tuffano in acqua. In effetti il tempo non è dei migliori, il cielo grigio, ma a quanto pare è molto comune nella baia.
Una volta tornati in barca, la guida locale ci ha proposto una cosa simpatica e del tutto inaspettata. Troviamo diversi ingredienti disposti su un tavolo: fogli di pasta fillo, spaghettini di riso, cetrioli, bok choi e pancetta. Ci hanno organizzato una cooking lesson per imparare a fare i tipici involtini vietnamiti.

L’ultima sera decido di fare un po’ di shopping insieme ad altre persone conosciute durante i miei vari spostamenti. A fine serata Mike, il ragazzo dell’agenzia, ci propone di andare con lui nel locale di un suo amico per farci provare il Ca Phe Trung, il caffè vietnamita con l’uovo!

Ultima passeggiata per i mercatini. Il mattino dopo saluto il Vietnam, con la certezza di tornare e approfondire la sua conoscenza…

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